Il giorno che ti chiesi di sposarmi faceva caldo. Scendemmo dal vaporetto ancora abbagliati dall’intensità del cielo, io avevo una borsa a tracolla con la mia preziosissima scatolina, tu una gonna leggera e sorridevi nonostante il mal di gola e la stanchezza. Ostentavo sicurezza e quasi un velo di goliardia, chissà se sospettavi qualcosa, io so solo che ogni angolo, ogni viuzza, ogni squarcio romantico li ho guardati e non erano abbastanza per quello che volevo fare e mi immaginavo sempre che qualcosa potesse andar storto e – vigliacco il mondo se avessi voluto qualcosa di sbagliato accadere in quel momento.
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the day after

Settembre 1, 2009

Tutto impacchettato per bene.

Mi sono addirittura ricordato di metter le scarpe eleganti nella valigia che mi porto dietro oggi (prelevandole dall’apposita, vergognosa valigia di scarpe) per il matrimonio.

Ho ritirato i jeans che avevo lasciato penzolare fuori dalla finestra sperando si asciugassero in tempo, sono un po’ umidi ma li asciugo addosso. Prendo jeans, appunto, controllatina veloce, sono “mettibili”, infilo, metto cintura, infilo mano in tasca e-

-ho scoperto che

a) quando li ammazzi, i ragni si raggomitolano

b) ammazzarli a mani nude non fa cosi` schifo. solo, pero’, se te ne accorgi dopo.

c) quando lascio la biancheria fuori, *prima* controllo se ci sono ospiti indesiderati, *poi* me la infilo.

Che schifo, pero’.

io lo so che mi ripeto

Settembre 1, 2009

Io lo so che mi ripeto, pero’ qui ci risiamo. Altro anno, altro trasloco. Solita pantomima del lo tengo-lo butto-magari mi serve-ma poi me ne dimentico-ok lo butto nell’angolo-toh, non riesco piu` ad uscire dalla porta-aiuto, pompieri.

Ho esaurito tutte le scuse plausibili.

Fatto due tazze di caffe`.

Mangiato zuppa al “pollo”.

Letto tutte le e-mail arretrate.

Risposto a tutte le e-mail arretrate (tutte! cazzo!).

Letto tutti gli rss e le news arretrate.

Giocato a tetris su facebook.

Ricontrollato la pagina di facebook per la settantacinquesima volta.

Guardato un episodio di The Wire.

Ascoltato l’ultimo video di Marco Travaglio, cosi`, giusto per mantenermi sul depresso andante.

E la cosa piu` imbarazzante? Ho UNA VALIGIA di scarpe. Va bene, e` un trolley. Piccolo. E ci sono anche le scarpe di katie. Ma solo un paio.

Ho una valigia di scarpe.

Ho una valigia di scarpe! Duro, puro, purista nerd-programmatore-smanettone con una valigia intera. Roba da farsi radiare dall’albo. E devo ancora iniziare a pensare ai tre scaffali di libri, la stampante, e il cassettone nascosto sotto al letto con due anni di burocrazia, carte e gadget. Che mica li butti via, no? Son gadget. Ti son costati ben cinque secondi del tuo tempo e del tuo interesse.

Io torno a fantasticare sul come combinare i miei skills di tetris con le valigie restanti, vediamo cosa ne esce. Il pezzo lungo da 4 pero’ lo lascio a casa, eh. Aiuto.

ricorrenze

Agosto 29, 2009

Oggi e` cambiato il tempo quattro volte in quattro ore. Atterraggio pseudomorbido a Gatwick, un po’ come se il copilota avesse infilato un peperoncino nelle mutande del pilota in fase di approccio. E il povero comandante se lo sia sfilato un minuto prima di toccar terra. Insomma si e` ballato fino alla fine, poi tranquillo effetto uova su una montagna di carta igienica come la pubblicita`, e credo anche di aver sentito qualche risata in cabina. Poi sole appena fuori dall’aeroporto, diluvio dopo cinque minuti, sole in citta`, mentre entro in casa diluvio, poi dal barbiere sole, e appena mi sono infilato a mangiare un boccone e` partito il Campionato Giornaliero di Maglietta Bagnata (in pratica, si, e` piovuto di nuovo).

Cosi` da bravo finto intellettuale ci pensavo su, e in fondo io che credevo di essermi abituato un po’ a tutto forse non son cosi` indifferente verso le diciottenni ubriache fradicie che si trascinano scalze sul marciapiede, o i barboni in stazione che tranquilli tranquilli bevono birra e coccolano i cani, o i coinquilini che la mattina allegri e spensierati tra una chiacchera e l’altra si affettano la giornata con la carta di credito su un tavolino. Staro` invecchiando. Sara` che un po’ non me ne frega piu` un cazzo di provare ad adattarmi. Sara` che ultimamente mi e` venuta voglia di comprarmi un divano, di fermarmi un po’. Insomma, come direbbe il poeta, ne ho un po’ i coglioni pieni di sopravvivere, che domani-non-so-dove-sono, e men che meno tra sei mesi. Ecco.

Di questi giorni sono da solo, ed e` il periodo piu` lungo che facciamo lontani, io e la mia signorina, da quando si e` trasferita a casa mia a marzo. Casa mia, che poi siamo in quattro coinquilini, ma a parte il bagno mai lavato (incredibile quanti rotoli di carta igienica finiti puoi impilare a mo’ di castello di carte), dicevo, a parte qualche residuo in cucina e rumori di gente sulle scale, dei coinquilini vedo poco. E anche qui, una volta mi sarei sbattuto per far cose insieme, per provarci, per “esserci” e puttanate. Oggi, oggi non vedo l’ora di chiudere casa, di non riveder piu` nessuno, e la mia maggior preoccupazione e` che la padrona di casa non si tenga il deposito perche` le loro camere da letto sono un porcile e la mia no, altrimenti… altrimenti niente, non posso farci un cazzo, a parte innervosirmi ora. Insomma, son da solo, la signorina e` rimasta in terra danese, e il tempo per pensare basta e avanza che glielo metto da parte signora, passi pure domani che ce n’e` sempre.

spartani

Agosto 24, 2009

La prima cosa che mi e` venuta in mente a veder la doccia qui e` stato: Sparta.

Sono a Kobenhavn. L’unica citta` che non mi ricordo come si scrive, e quando me lo ricordo e` comunque sbagliato. Difatti faccio prima a scriverne la fonetica, qualcosa come KobhnHavnhn. Acca piu`, acca meno. Ad ogni modo qui nella ridente Danimarca, nazione piu` felice del pianeta, le cose hanno un solo scopo: quello di esser funzionali.

Torniamo alla doccia, o meglio al bagno. Tubi a vista, piastrelle tipo carcere dove ti fanno la doccia con l’idrante, nessun box doccia, tombino per scolo a lato. Porta rialzata di qualche cm da terra. Ora, che schifo, neh? E invece no. La ragione per tutto questo: i tubi a vista mantengono il bagno caldo, e ci puoi metter su gli asciugamani cosi` quando te li passi tra le chiappe puoi provare discrete sensazioni piacevoli. L’aria calda del bagno, uscendo dall’apposita ventola sul soffitto, ‘aspira’ aria fresca dalla stanza attraverso l’apposita fessura sotto la porta. Quindi non ci son odori sgradevoli in camera da letto. E senza box doccia fai a meno di lavar il pavimento (e mi viene in mente la moquette in bagno, in Inghilterra). Geniali.

Tutto funzionale, da queste parti. Le grate per scuotersi i piedi dalla neve o dall’acqua *davanti* alla porta d’ingresso (niente zerbini). I posaceneri fatti con un vaso da pianta rovesciato in un sottovaso. Non ho visto rupi, quindi mi sa che la popolazione infantile e` ancora parecchio alta. Pero’ mi han raccontato che d’inverno lasciano i bambini fuori in carrozzina un quarto d’ora ogni giorno. Coperti, ma sempre all’aperto. In effetti, il freddo rafforza il sistema immunitario. Dicono.

E son qui da due giorni. Domani mi compro scudo e lancia.